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Vivo tra i castagni e le montagne. Amo la natura in ogni sua espressione e ricerco una vita consapevole, deliberata, semplice ed a suo stretto contatto.
Blog
Privatezza
Valorizzo molto la privatezza delle mie informazioni su internet e penso che tutti debbano fare altrettanto.
Premessa
I mezzi per perseguire tale scopo esistono e ad oggi alcuni sono anche di facile adozione a patto che scendiamo a dei compromessi. Ovvero gli strumenti che ci rendono anonimi al 100% non sono praticabili a meno che ci asteniamo da servizi quasi essenziali come quelli bancari, acquisti in linea, ecc. Tuttavia è nel nostro interesse impegnarci attivamente per rallentare la tendenza ad accentrare tutte le nostre informazioni presso multinazionali private ed imporre l'uso di un telefono cellulare per esercitare le libertà ed i doveri civici (come autenticazioni a due fattori e SPID) - Non ho nulla contro lo SPID o CIE, tuttavia uno Stato visto come entità che opera nell'interesse dei suoi componenti non dovrebbe in alcun caso proporre ai suoi cittadini l'uso di un telefono che obbliga l'utente, pena impossibilità di operare con un prodotto già acquistato, ad accettare delle clausole contrattuali vessatorie e sciacalle. Vedi l'adesione forzata alle condizioni di utilizzo dei sistemi operativi come iOS e Android. Il telefono cellulare, ad oggi, sebbene abbia portato delle semplificazioni nella nostra vita, non è nostro alleato, anzi è un dispositivo di spionaggio ad ampio spettro che non dorme mai. Quindi va usato con le giuste precauzioni. Lo stesso discorso può essere fatto a tutti gli altri dispositivi come elettrodomestici dotati di scheda di rete, tablets e computer.
Interroghiamoci sulle conseguenze delle nostre cattive abitudini su internet
Un buon punto di partenza è quello di cernere le nostre abitudini quotidiane che richiedono l'accesso ad internet e valutare se queste siano davvero essenziali e se vi sia la possibilità di surrogarle con altri servizi. Ipotizziamo una giornata tipo così da poter dare qualche spunto di riflessione.
Una giornata tipo
Una giornata tipo inizia con il risveglio a seguito del rintocco di una sveglia. Ebbene, procuratevi una sveglia semplice che non sia capace a collegarsi alla vostra linea di rete e durante la notte tenete il telefono in un'altra stanza - Per reperibilità vi basta tenere il volume della suoneria alto sufficiente per ascoltarlo a distanza. Vantaggi:
- Riduzione all'esposizione di onde radio
- Migliora il sonno tenendo lontane distrazioni e preoccupazioni
Tenendo il telefono lontano dalla nostra portata, affronteremo la prima tappa al bagno in pace risparmiando alla nostra retina quell'abbaglio causato dai fotodiodi rendendo il risveglio meno doloroso del solito. È tempo della colazione, mentre lasciamo raffreddare il caffè ci sorge l'interesse di leggere qualche notizia. Ebbene, tenetevi aggiornati usando un computer portatile ed un browser che rispetti la vostra privatezza. Lungo il tragitto per recarci a lavoro evitate di perdervi nell'infinita pergamena dei social network, specialmente quelli che non rispettano i nostri valori, se vi fa proprio piacere utilizzate Mastodon, o meglio leggete un libro o ascoltate della musica che possedete (non in noleggio). Stendiamo un velo pietoso sui sistemi e software usati dagli uffici dove i rappresentanti delle principali case di sviluppo software hanno piazzato dei sistemi dai quali migrare è praticamente un suicidio. Nelle piccole pause cercate di usare il telefono il meno possibile e considerate l'eventualità di oscurare le telecamere con del nastro isolante nero. Riguardo i microfoni purtroppo non si può fare molto. Se volete approfondire l'argomento c'è un progetto che si chiama replicant, oppure semplicemente procuratevi un vecchio Nokia dove l'unica criticità è data da eventuali intercettazioni telefoniche le quali possono essere ordinate esclusivamente da un giudice. Sulla via del ritorno rilassatevi, respirate profondamente e liberate la mente. A casa dedicatevi al vostro passatempo preferito. Consultare Instagram non può essere considerato passatempo.
Ora ditemi, vi sembra così difficile condurre una quotidianità priorizzando la vostra privatezza?
Presentazione
Qualche anno fa ho deciso di abbandonare una carriera lavorativa convenzionale appena avviata per ricercare la semplicità, l'intenzionalità delle azioni quotidiane ed il contatto con la natura. Perciò ora vivo in montagna circondato da castagni, nella casa delle vacanze di quando ero bambino ed adolescente, dove ho sempre provato estremo piacere a svolgere attività semplici come il giardinaggio e la manutenzione del bosco.
Su questo blog condividerò riflessioni personali, letture, attività e sopratutto i progetti a cui mi sto dedicando. Nonostante un blog possa essere visto ormai come un mezzo obsoleto, per me ha il giusto grado di intimità, facilità d'uso e immediatezza per condividere le mie idee ed attività. E contrariamente agli altri canali delle reti sociali, il blog è lento ed i suoi contenuti non vengono sovrastati da flussi infiniti ed inesorabili di informazioni superflue; perciò si può provare a trattare temi più seri.
Uno di questi è il recupero del castagneto del nonno a cui sto lavorando da due mesi. Il progetto si prefige di riqualificare il castagneto che circonda casa mia e che sta passando un momento non semplice. Ad ogni primavera un'inestimabile castagno non si risveglia e lascia un vuoto incolmabile. Non solo queste piante hanno rappresentato fonte di cibo e sostentamento per molte famiglie nel corso dei secoli, ma contribuiscono a dare identità alle vallate cuneesi. Ora che ho cambiato vita, posso finalmente prendermi cura di questo piccolo tesoro per lasciare in eredità alle generazioni che verranno un castagneto rigoglioso. Qui di seguito tratto i dettagli del progetto.
Vita di montagna
Recupero del castagneto del nonno  castagneto
Un castagneto ahimè un poco trascurato e vittima delle piaghe che questa specie arborea si porta dietro.
Primo intervento
La situazione di partenza
Il bosco ha accusato negli ultimi vent'anni diversi colpi dovuti alle 3 piaghe del castagno: la cinipide, il cancro e il mal d'inchiostro. Queste tre patologie hanno causato ingenti morie di castagni secolari lasciando il bosco scarno, mentre una eccessiva pulizia del sottobosco protratta negli anni e condotta con mezzi pesanti ha trinciato piantini e compattato il terreno rendendolo arido senza permettere ai castagni di propagarsi.
L'anno scorso ho trapiantato alcuni piantini di castagno trovati nel bosco in luoghi in cui non sarebbero potuti crescere al meglio, tentando di dar loro una miglior vita. Li ho protetti dalle bocche dei caprioli e dalle zanne dei cinghiali e adesso alcuni di questi sono cresciuti.
Da dove nasce questo progetto
Quest'anno però sono più che determinato a recuperare il castagneto del nonno con l'intento di portarlo allo splendore di quando ero bambino e lasciarlo alle generazioni a venire. Questo progetto nasce dalla tristezza e dalla frustrazione di vedere questo piccolo appezzamento ogni anno subire perdite di castagni dal valore inestimabile.
I miei genitori putroppo non hanno mai dimostrato interesse nella faccenda tantomeno lungimiranza di piantare nuovi castagni in sostituzione a quelli seccati. Seppur sia vero che la crescita dei castagni sia lenta e si sia disincentivati dalla paura di non fare in tempo a vederli già cresciuti, un esemplare di una decina di anni mostra un portamento già considerevole. Se non si interviene per questo timore allora non si pianterebbero più alberi!
Il progetto
Dopo innumerevoli ricerche a riguardo delle malattie che affliggono i castagni sono giunto alla personale conclusione che un intervento di rimboschimento incentrato sull'aumento della biodiversità sia essenziale per ricostruire il miglior habitat di queste meravigliose piante.
- il fatto di avere solo castagni li designa come unici bersagli da eventuali parassiti, altre specie potrebbero fungere da esca.
- introdurre altri alberi come ad esempio il sorbo degli uccellatori attirano l'avifauna ovvero ottimi predatori di insetti e parassiti.
- un impianto ad alta densita permette un maggior accumulo e mantenimento di acqua per fronteggiare le siccità.
Quindi ho trovato che l'approccio dell'agricoltura sintropica rispecchia molto le mie credenze e valori. Questa tecnica particolarmente utile in casi di riforestazione suggerisce di mettere a dimora assieme alla specie climax (in questo caso il castagno) altre piante che durante il periodo della crescita contribuiscono a ricreare il miglior habitat per la nostra coltura. Le piante "accessorie" attraverso una potatura frequente e lasciando il materiale organico al suolo contribuiscono a concimare le piante climax. In alcuni casi si fa uso di sovescio attorno alla base della coltura.
L'intervento
L'appezzamento presenta alcuni alberi diversi dai castagni come ciliegi selvatici e noci, perciò, essendo contrario ad abbattere immediatamente le specie che non rientrano nel piano, adatto il progetto alla mia casistica provvedendo alla messa a dimora di alcuni piantini di castagno in prossimità delle piante che in futuro saranno abbattute.
Ho piantato 30 castagni i quali saranno oggetto di innesto il prossimo inverno, tuttavia alcune piante necessitano prima di forti raddrizzamenti. A questi sono stati affiancati dei sorbi montani, degli uccellatori e ciavardello, degli aceri montani e ricci, delle betulle e agrifogli. Mentre sono state piantate anche delle specie più arbustive a distanze più contenute.
Scelta delle piante di supporto
La scelta delle specie arboree ed arbustive di supporto non è stata improvvisata, ma mi sono avvalso di un documento redatto dalla Regione Piemonte dove sono riportate le specie autoctone e le rispettive presenze locali.
Il fatto di integrare i castagni con altre specie dona al progetto un'ulteriore dimensione al progetto al fine di propagare specie che nel tempo sono state estirpate i cui legni venivano impieghati in lavori artigianali ed i frutti impiegati in cucina.
Auspici
La fatica e la dedizione è stata tanta e spero che possano dare i loro frutti. Al di là dell'approccio spero che i castagni messi a dimora possano ridonare lo splendore al castagneto del nonno e possano trovare l'armonia con quelli più anziani.
Il lavoro non finisce qui
Nonostante la grande fatica il lavoro è appena iniziato, ora arriva la parte più difficile e delicata. L'impianto necessiterà di una cura ed attenzione costante per i primi 5 anni e sarà mia premura aggiornare questo scritto con eventuali sviluppi. Ci sono, in particolare, alcuni aspetti che vorrei coprire nei prossimi mesi:
FATTO Relazione annuale
DA FARE Risultato dopo due anni
DA FARE Censimento piante e frutti
Aggiornamenti
Situazione attuale
Al momento almeno sei dei piantini messi a dimora nell'aprile 2023 sono morti: alcuni sono stati rosicchiati dai caprioli, altri sono seccati per conto loro. Questi verrano rimpiazzati con altri d'esubero.
Un albero di marroni, già malaticcio, è caduto segnando l'ennesima perdita. L'approccio "sintropico" che ha previsto la messa a dimora oltre ai castagni di altre specie autoctone è stato messo a dura prova dalla selvaggina. Non mi è stato possibile proteggerle con reti metalliche come ho fatto con i castagni per motivi di tempo e denaro rimanendo quindi prede facili dei caprioli.
Innesti
Nel mese di aprile, durante il periodo di luna crescente, ho effettuato qualche innesto a corona su porta innesti antecedenti alla riforma dell'aprile 2023. Al momento solo uno di questi ha attecchito, essendo ormai a fine maggio non ci sono praticamente più speranze per gli altri. Le temperature di fine aprile/inizio maggio non hanno di certo facilitato l'attecchimento delle marze nel suo porta innesto complice anche una qualità di quest'ultimi al limite vista la presenza di malattie come il cancro corticale.
I piantini messi a dimora nell'aprile 2023 risultano ancora troppo piccoli e fragili per affrontare un tale disturbo, preferisco aspettare ancora una stagione.
Operazioni di manutenzione
A giorni, meteo permettendo, procederò con lo sfalcio del sottobosco facendo attenzione a preservare quei piantini di castagno selvatico che nella primavera hanno germinato, così da lasciare che si formi una riserva per provvedere a un futuro innesto. Oltre alle operazioni di manutenzione ordinarie vi sarebbe la necessità di tagliare quelle piante come ciliegi selvatici, frassini e roveri che tolgono luce ai castagni da frutto. Un impianto con una densità arborea minore non solo permette agli alberi una maggiore vigoria ma riduce la caduta di biomassa quali rami e foglie da ripulire in fase di manutenzione.
Ampliamento
Ho bisogno di ampliare il mio castagneto.
Autosufficienza  autosufficienza
Orto  orto
Quest'anno, dopo innumerevoli rimandi, ho iniziato a fare l'orto; non potevo scegliere un anno peggiore. La porzione di terreno designata ha richiesto una prima aratura poichè il terreno non essendo mai stato lavorato era molto duro. Successivamente ho cosparso su tutta la superficie una generosa dose di letame per nutrire il terreno ed inoculare microrganismi ed infine ho fresato il tutto. Sebbene a primo impatto possa apparire una semplice successione di mansioni ben nota a tutti coloro che vivono la campagna, il meteo di questa primavera mi ha dato molto filo da torcere: le forti piogge e le basse temperature mi han fatto tardare di molti giorni le previsioni di semina.
Una volta che le lavorazioni con i mezzi "pesanti" sono state ultimate, ho provveduto a recintare il perimetro per impedire l'accesso ai caprioli e cinghiali che pascolano felicimente nel mio giardino. Per far ciò ho optato per dei pali di castagno provenienti dalla vallata accanto di diametro variabile 6/8 cm ed alti 2,5 m al quale ho distrubuito della catramina per i primi 60 cm, ovvero la porzione interrata. Inoltre, ho reperito 50 m di rete pastorale alta 2 m con maglie annodate, anche questa rustica ma di bell'impatto visivo e mi sono autoprodotto un cancelletto formato da assi di castagno.
Uno dei motivi per cui non ho iniziato l'orto l'anno scorso era il timore di non riuscire a trovare una soluzione da un buon senso estetico. La maggior parte degli orti che si incontrano non sono belli da vedere, vengono impiegati materiali di recupero non sempre esteticamente appaganti, mentre io cercavo una soluzione che non andasse a rovinare il mio giardino, bensì ad abbellirlo. Penso di aver trovato un buon compromesso, quantomeno mi soddisfa.
Alle volte basta una ricerca più attenta per trovare dei materiali più belli allo stesso prezzo o addirittura a miglior mercato. Ad esempio quanto sono brutte quelle reti a maglie libere verdi e plastificate? Oltretutto non serve una rete a maglie così fitte, con 150€ ho trovato 50 m di rete che svolge agregiamente il suo compito senza farsi notare troppo.
Per quanto riguarda il sesto d'impianto mi sono ispirato al metodo bio-intensivo di Jean-Martin Fortier ovvero aiuole rialzate larghe 75 cm e camminamenti larghi 45 cm.
Per la fornitura di piantini mi sono rivolto ad un vivaio del paese accanto. Qui di seguito elenco le specie piantate e seminate.
| Specie | Varietà | Quantità |
|---|---|---|
| Pomodoro | San Marzano | 18 |
| Pomodoro | Cuore di bue | 12 |
| Zucchino | Chiaro da palo | 12 |
| Lattuga | Gentilina | 9 |
| Cipolla | Tropea rossa tonda | 24 |
| Cipolla | Dorata di Bologna | 20 |
| Cipolla | Bianca tonda | 20 |
| Melanzana | Tonda ovale | 8 |
| Peperone | Rosso Gagio | 4 |
| Basilico | Zeus | 12 |
| Broccolo | Green magic | 20 |
| Porro | Gigante | 24 |
| Sedano | Verde | 16 |
| Sedano | Dorato | 16 |
| Prezzemolo | Comune | 12 |
| Rucola | Selvatica | 9 |
| Bietola | Rossa | 6 |
| Fagiolino | Nano | 48 |
| Zucca | Marina di Chioggia | 3 |
| Zucca | Violina | 3 |
| Melanzana | Striata | 4 |
| Cavolo | Cappuccio | 12 |
| Melone | Retato | 8 |
| Cetriolo | Da sottoaceto | 4 |
| Peperoncino | Topepo rosso | 4 |
| Peperoncino | Calabrese | 4 |
| Bietola | Costa bianca | 18 |
| Lattuga | Cappuccio verde | 9 |
| Radicchio | Treviso precoce | 9 |
| Cavolfiore | Punto verde | 6 |
| Finocchio | Leonardo | 36 |
| Anguria | 4 | |
| Cetriolo | 8 | |
| Cavolo | Verza | 12 |
| Peperone | Rosso | 6 |
| Peperone | Giallo | 6 |
| Carota | Nantes | |
| Fagiolo | Borlotti |
Al momento sto abbeverando i piantini attraverso una gomma allacciata all'acquedotto, ma disponendo di un pozzo, seppur distante, sto pensando ad un modo semplice ed economico per costruire un impianto di irrigazione a goccia.
Videogiochi  videogiochi ps2
Introduzione
Preso da un forte senso nostalgico ho recentemente iniziato a racimolare qualche titolo della Playstation 2 con l'intento di animare le poche ore libere e recuperare quei giochi di cui al tempo ne sentì tanto parlare ma per i quali non ebbi mai le disponibilità economiche o l'occasione per acquistarli. I videogiochi mi hanno tenuto compagnia per granparte della mia infanzia ed adolescenza. Ho vaghi ma splendidi ricordi di Super Mario World per il Super Nintendo, ma essendo troppo piccolo per giocare mi limitavo a guardare mio cugino. Durante l'infanzia ho giocato a quello che in un modo o nell'altro arrivava a casa: GameBoy, PlayStation, PlayStation 2, PSP e PS3 ma quando si supera l'adolescienza le abitudini ed i luoghi cambiano ed il tempo libero è sempre più scarso. Ai tempi, tuttavia, non disponevo di una libreria di giochi molto vasta, come per molti altri, i giochi li ricevevo solamente in ricorrenze come compleanni e Natali. Ogni anno, immancabilmente, una di queste rare occasioni veniva sprecata per l'acquisto del FIFA dell'anno in corso, lasciando quindi poco spazio per altri generi. Rispetto a quando ero ragazzino, oggi mi manca la possibilità di chiacchierare e condividere le mie esperienze poichè nessuno della mia cerchia di amici è interessato a questo ambito. In linea si trovano molti contenuti relativi alle ultime uscite ed a giochi recenti percepiti da me estranei e lontani. Il fuoco della discussione ricade troppo spesso in tediosi tecnicismi e questioni economiche legate agli studi di sviluppo, argomenti completamente estranei a colui che cerca il divertimento. Non avendo trovato risorse che trattino dei giochi della Playstation 2, ed in particolar modo, giochi di ruolo, senza che la trattazione venga sporcata dagli elementi già citati, documenterò su questo blog il mio viaggio alla riscoperta dei titoli della mia infanzia.
Dai un'occhiata alla mia classifica personale dei giochi di ruolo di matrice giapponese!
Final Fantasy XII  jrpg
Final Fantasy XII è stato l'ultimo gioco per Playstation 2 che ho acquistato ed uno dei pochi ottenuti al debutto con tanto di guida strategica ufficiale Piggyback. Tristemente però la mia Playstation 2 era alla frutta ed il lettore DVD faceva un'immane fatica a caricare il gioco. Da li a poco, tuttavia, mi fu regalata la Playstation 3 la quale era in grado di leggere perfettamente i giochi della generazione precedente e così ne approfittai. Acquistai questo capitolo sperando mi facesse rivivere quei momenti indimenticabili che i suoi tre predecessori mi donarono. Sembrerà fuori luogo, ma la cosa che più mi rimane dei titoli di Final Fantasy è la compagnia con cui vivevo questi titoli, in particolare un amico mio omonimo, mio fratello e mio cugino. Il fatto di tenere traccia dei progressi di ciascuno di noi, di vivere per la prima volta dei risvolti a casa dell'amico e di ripercorrere quei passi una volta tornato a casa. Lo so, ora che si parla di "spoiler" tutto il tempo sembra un concetto profano, ma all'epoca la curiosità era tanta e si giocava con più leggerezza. Non portai a termine il gioco perchè nel bel mezzo della trama la mia Playstation 3 ebbe l'idea di andare incontro al suicidio lasciandomi come ultima nota una lucina gialla all'avvio e due bip. Con questo gesto si portò con se il mio salvataggio di 40 ore, e da lì non ebbi mai più incentivo a rigiocarlo. Fino a questo momento…
Cosa ne penso?
Non riesco a ricordare il mio giudizio di allora, ma ricordo ancora determinate atmosfere di quel magico mondo e distese infinite di deserti, steppe e picchi innevati.
Questo sentimento permane tuttora. FFXII dà il suo meglio presentando scenari incredibilmente ricchi di dettagli e attenzione, si riesce a sentire la secchezza e la sabbia dei deserti, l'umido delle praterie durante la stagione delle piogge ed il freddo dei passi innevati. Le città sono ben architettate e stracolme di persone. Il mondo presenta una vastità di missioni secondarie, armi segrete ed esper da tenerti incollato per ore ed ore senza che si percepisca eccessiva ridondanza.
Storia
Tuttavia, la storia è poco curata e mescolata con fatti geopolitici che al posto di dare profondità alla trama la annacqua con questioni poco attinenti. Le sezioni di dialogo sono ridotte al minimo e quando queste avvengono il più delle volte sono battutine sarcastiche dette dallo spavaldo di turno. I filmati per quanto siano dal punto di vista tecnico i meglio realizzati su Playstation 2 sono brevi e fini a se stessi aggiungendo poco o niente.
Arte
È evidente come gli sviluppatori volessero puntare sul realismo seguendo il filone cominciato con Final Fantasy X, forti anche di una piattaforma, quale la Playstation 2, che ormai non aveva più segreti. Lo stesso realismo che fa gridare al miracolo ha secondo me appiattito i disegni dei personaggi rendendo i tratti di questi molto simili tra di loro. Come menzionato prima questo gioco offre il suo meglio attraverso degli scenari incantati specialmente le distese e le città. Le segrete sono ricche di dettagli e trasmettono angoscia e oscurità. Il bestiario di questo capitolo è uno dei più ricchi mai visto ed è arrichito da mostri rari e temibili utili alla prosecuzione di missioni secondarie.
Divertimento
Se la storia di questo capitolo lascia il tempo che trova, non è così per quanto riguarda la meccanica di gioco e le distrazioni che intervengono lungo la trama.
Parliamo del sistema di combattimento
Il sistema di combattimento, Gambit, prevede che i personaggi compiano una determinata azione al verificarsi di un determinata condizione. Man mano che si progredisce avremo una lista sconfinata di azioni e condizioni da poter selezionare a seconda della strategia che si vuole impiegare. Ad esempio: Il personaggio in prima linea sarà programmato come segue, Azione: Attacca, Condizione: il nemico più vicino; mentre il guaritore sarà equipaggiato con i seguenti comandi, Azione: Energia, Condizione: Alleato con HP < 50%. Di primo acchitto sembra difficile ma il gioco vi immerge in questa dinamica poco alla volta.
Non so ancora cosa pensare al riguardo di questo sistema di combattimento, e dubito che riuscirò a farmi un'idea immutabile nel tempo, fatto stà che per la mia partita una volta trovata la quadra non ho mai più dovuto cambiare i comandi del Gambit, e quindi e come se avessi inserito il pilota automatico.
dimenticavo il sistema delle licenze
Partiamo dal presupposto che io sono un fan del sistema di classi rigide, ossia, mi piace quando lo sviluppatore decide per me chi è un mago, un guerriero, un guaritore e così via. Con questo sistema di licenze, molto simile alla sferografia di FF X, dal livello 30 in avanti tutti i personaggi sono praticamente sovrapponibili, appiattendo ulteriormente un gioco già piatto di suo. Quindi al di là della mia preferenza non penso che questo capitolo brilli sotto questo aspetto appartenendo di diritto alla cerchia dei giochi di ruolo più influenti della storia.
Musiche
Oltre all'aspetto narrativo, FFXII presenta un comparto sonoro al di sotto di quanto ci avevano abituato nei capitoli precedenti. Le musiche sono infatti molto orchestrali e si capisce ci abbiano dato particolare attenzione, ma non sono memorabili come quelle passate. Non legano nè con il contesto di gioco, nè con gli intermezzi narrativi.
Conclusioni
FFXII non è un brutto gioco ma darei priorità ad altri titoli. L'aspetto meglio riuscito di questo gioco sono le missioni secondarie e le attività di ricerca dell'armamentario ed equipaggiamento. È uno di quei giochi che riesce a divertire in maggior modo un giocatore meticoloso a discapito di chi gioca a FFXII seguendo esclusivamente la trama principale. In quest'ultimo caso, il fruitore troverà il mio giudizio sovravalutato. Se non avete nessuna affezione al filone di Final Fantasy è mio opinabile ma insindicabile giudizio di lasciar perdere e di giocare ad un altro titolo.
I voti espressi tentano di giudicare degli aspetti di questo gioco in maniera indipendente da quello che i capitoli precedenti hanno offerto. In altre parole, se dovessi cambiare il titolo di questo gioco non apporterei nessuna modifica ai giudizi espressi. Tenete sempre a mente che io sono un semplice appassionato e fruitore di questa opera d'arte e quindi ho il diritto e la qualifica di esprimere la mia opinione.
I miei voti!
| Musica | 6 |
| Storia | 5 |
| Arte | 8 |
| Divertimento | 9 |
| Media | 7 |
Classifica personale giochi di ruolo giapponesi  jrpg
| Final Fantasy XII | 7 |
| … | … |